Blog / spunti per le tue vacanze a Termoli

Scopri Termoli e le Isole Tremiti con un’offerta imperdibile

Scopri Termoli e le Isole Tremiti con un’offerta imperdibile

Siete in cerca di un’idea per trascorrere un weekend indimenticabile? Siete sulla pagina giusta: oggi vi offriamo un’occasione unica per visitare le perle dell’Adriaco: Termoli e le Isole Tremiti.


Perché visitare Termoli?

Termoli è una ridente cittadina, affacciata sul mare Adriatico, in una posizione strategica: a 3 ore da Roma, 2 da Napoli e ad un’ora circa dal Gargano. La sua collocazione favorevole è attestata dall’appellativo di Greenwich italiana: qui si incrociano infatti il 42° parallelo Nord e il 15° meridiano Est (il meridiano centrale del fuso orario di Roma, Parigi e Berlino). Secondo le classifiche di diverse riviste italiane, Termoli è considerata uno dei borghi più belli d’Italia. Le sue ridotte dimensioni permettono di visitarla anche in un weekend, di passaggio per itinerari che comprendono le Isole Tremiti o le bellezze del Molise e della Puglia.

Termoli in Molise


Cosa vedere a Termoli?

Il suo scorcio più suggestivo è sicuramente il borgo antico a strapiombo sul mare, circondato da mura difensive e torrette di avvistamento, costruite per proteggerla in caso di attacchi provenienti dal mare. Passeggiando per i suoi vicoli, tra i quali spicca il vicolo più stretto d’Europa, ci si imbatte in meraviglie architettoniche:

  • il Castello Svevo, di epoca normanna e risalente all’XI secolo, venne ristrutturato nel 1247 da Federico II di Svevia;
  • la Cattedrale, realizzata tra il XII e il XIII secolo, subì alcuni cambiamenti con il terremoto del 1464 che si riscontrano nel diverso stile architettonico della facciata. La parte bassa ha conservato l’originario stile romanico pugliese, quella superiore è in stile gotico. Al suo interno sono conservati i resti di San Basso, il Santo Patrono della città;
  • il Trabucco (o “trabocco”, secondo la pronuncia abruzzese), un tradizionale sistema di pesca, costituito da una palafitta collegata alla terraferma tramite una passerella.

Termoli ricchezze


Una città a misura di bambini

Oltre ai monumenti storici ed al bellissimo borgo antico, ciò che caratterizza questa meravigliosa cittadina è la presenza di un mare cristallino con fondale basso ed una sabbia finissima. Questo la rende particolarmente indicata per i bambini, grazie anche alla presenza di stabilimenti balneari che offrono servizi di animazione e intrattenimento per i più piccoli. Termoli inoltre è il porto più vicino alle isole Tremiti, raggiungibili con una traversata in meno di un’ora. I collegamenti con le isole, soprattutto nel periodo estivo, sono numerosi: questo permette di visitare le Tremiti in giornata partendo da Termoli.


Isole Tremiti


Isole Tremiti, le “perle dell’Adriatico”

Le Isole Tremiti appartengono alla Puglia, ma sono collegate alla costa con traghetti e motonavi che partono dal porto di Termoli. Sono conosciute anche come le perle dell’Adriatico. La caratteristica principale di queste isole è la natura rigogliosa e incontaminata: sull’isola maggiore, San Domino, è presente una grande pineta di pini di Aleppo, che degrada man mano fino alla scogliera. Per gli amanti del mare poi, sono una meta irrinunciabile: acqua cristallina, fondali che offrono una grande varietà di colori, possibilità di praticare immersioni, le grotte marine che, insieme ai grandissimi scogli, sono le più affascinanti risorse naturali da ammirare sull’isola.

Per gli amanti della storia è d’obbligo visitare l’isola di San Nicola, la seconda dell’arcipelago per dimensioni. Le imponenti mura del Torrione Angioino dominano l’isola e parlano di un passato caratterizzato da storia e leggenda, lotte corsare e simboli religiosi. Nell’antichità le Isole Tremiti erano conosciute anche come Isole Diomedee, in omaggio all’eroe omerico che, secondo la leggenda, vi trovò sepoltura.

L’arcipelago comprende anche isolotti minori, tutti disabitati, ma caratterizzati da una natura incontaminata: Caprara, Cretaccio e Pianosa. Per ammirare le isole in tutta la loro bellezza, suggeriamo vivamente una visita guidata delle grotte marine.

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L’Hotel Mistral ha predisposto un servizio di prenotazione dei biglietti per le Isole Tremiti direttamente alla reception, evitando noiose file in biglietteria. Controlla il box qui sotto per scoprire le promozioni in corso. Ecco un’offerta tipo che proponiamo agli amanti del mare: 2 giorni di puro relax con pernottamento in una stanza del nostro hotel 4 stelle, vista mare e dotata di tutti i comfort ed escursione alle Isole Tremiti

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Un viaggio alla scoperta dei suggestivi castelli del Molise

Un viaggio alla scoperta dei suggestivi castelli del Molise

Da sempre i castelli, nell’immaginario collettivo, evocano luoghi fiabeschi, dimore di re e fortezze per difendersi dagli attacchi nemici. Il Molise, terra poco conosciuta ma immensamente ricca di storia e tradizioni, ospita diversi castelli, tutti di origine medievale. In questo articolo faremo un viaggio alla scoperta dei castelli più belli della “regione che non esiste”, un motivo in più per visitarla e scoprire quanto abbia da offrire.

Il castello di Gambatesa

Castello di Gambatesa
Quella che sorge nel centro storico di Gambatesa, dominando la valle del Tappino, è la tipica fortezza di epoca medievale che, negli anni, è diventata una dimora principesca. Una trasformazione evidente nella sua struttura: la forma quadrata, il basamento e le due torri poste nel lato nord-est, testimoniamo la sua originaria natura difensiva; le finestre, i balconcini e la loggetta, di epoca rinascimentale, hanno addolcito la fortezza rendendola una dimora regale. 
Il castello di Capua a Gambatesa si sviluppa su quattro livelli. Il secondo, quello principesco, è caratterizzato da una serie affascinante di affreschi realizzati intorno al ‘500 da Donato da Copertino. Sono rappresentati scene mitologiche, allegorie, paesaggi incantevoli e pergolati tipici del cinquecento manierista. È possibile visitare tutti i piani della struttura, fino alla terrazza, da cui si può godere di un panorama incantevole che abbraccia l’intero paese fino al lago d’Occhito.


Il castello di Civitacampomarano

Castello di Civitacampomarano

Il castello sorge nella parte alta del paese, in cima ad una collina di arenaria. I primi resti risalgono all’epoca normanna, attorno al 1100, ma è nel 1400 che si tracciò la pianta definitiva: una fortezza di forma quadrangolare con tre torrioni cilindrici. La storia di questo castello è legata a doppio filo con uno degli episodi di tradimento più eclatanti della storia. Durante i conflitti tra Angioini e Aragonesi per la conquista del Regno di Napoli, Paolo di Sangro, capitano di ventura al soldo degli Angioini, in uno dei momenti più delicati del conflitto passò dalla parte degli Aragonesi al grido “Aragona, Aragona!”. Ottenne come ricompensa diverse proprietà, tra cui il castello di Civitacampomarano. L’edificio fortificato è uno dei più suggestivi del Molise ed ha conservato la sua struttura originaria nel corso dei secoli, resistendo a terremoti e smottamenti. Attorno alla struttura c’è un fossato, oggi ricoperto di verde, che serviva a separare il castello dalla cinta muraria. Ciò che colpisce è la presenza di una grande cisterna, realizzata tramite un sistema di grondaie che per mezzo di pendenze studiate nel dettaglio, raccolgono l’acqua e la convogliano. Da qualunque lato o direzione lo si guardi, il castello lascia senza fiato per la sua infinita bellezza e maestosità.

 

Il castello Pignatelli

Castello di Monteroduni

Il castello di Monteroduni, prende il nome “Pignatelli” dall’omonima famiglia che lo ebbe in proprietà dal 1668 al 1806. Di origini longobarde, nel corso dei secoli subì una serie di trasformazioni che ne trasformarono la struttura da tipicamente difensiva a palazzo signorile. Visitandolo si rimane colpiti dal suo aspetto tipicamente rinascimentale e fastoso, ricco di dipinti e maioliche. Al primo piano, quello che in passato era destinato alla servitù, è possibile visitare le cucine in cui sono conservati gli antichi strumenti da lavoro. Il primo piano ospita una grande sala di rappresentanza, sulla cui pavimentazione è impresso lo stemma della famiglia Pignatelli. Al secondo piano sono presenti feritoie e caditoie utilizzate dagli abitanti del palazzo per versare liquidi bollenti sui nemici. I giardini del castello ospitano in estate l’Eddie Lang Jazz Festival e durante l’evento resta aperto al pubblico per le visite.


Castel Monforte

Castello Monforte

A Campobasso, attraversando a piedi le ripide stradine del centro, si giunge sul punto più alto della città: è qui che, ad un’altezza di circa 800 metri sul livello del mare, sorge il castello Monforte. La struttura si presenta come un imponente quadrilatero con torrioni circolari e una grande torre rettangolare, il mastio. Entrando ci si trova dinanzi ad un grande cortile, che in estate ospita rievocazioni storiche, eventi e mostre. Nei sotterranei un tempo venivano ospitate le carceri e presumibilmente il carceriere con la sua famiglia. Attorno al Monforte ruotano varie credenze popolari: si narra che nelle segrete ci fossero una sala delle torture e ben due passaggi segreti, uno che scendeva lungo la collina per arrivare fino al borgo ed una vera e propria via di fuga per fuggire dagli agguati nemici. Gli amanti della natura rimarranno piacevolmente colpiti dal percorso naturalistico che circonda il castello: il parco della via Matris, che tuttavia attualmente versa in stato di abbandono.


Castello d'Alessandro

Castello d'Alessandro Pescolanciano

Il castello di Pescolanciano sorge su una collina rocciosa che sovrasta il paese e il tratturo Castel di Sangro - Lucera. Risale al XII secolo ed ha visto succedersi diverse famiglie fin quando, nel 1500, passò nelle mani di una nobile famiglia napoletana, i d’Alessandro. Al piano terra è possibile visitare la Mostra del Castello nei Castelli e la Mostra delle Ceramiche. Ciò che affascina i visitatori è sicuramente la suggestiva Sala del Trono, dove signoreggia un trono ligneo intarsiato alto più di 2 metri. In estate, gli attuali proprietari aprono al pubblico anche il secondo piano, che conserva i ricordi della famiglia d’Alessandro.


Il castello Svevo

Castello Svevo di Termoli

Il castello di Termoli sovrasta la città vecchia, chiamata dagli autoctoni “paese vecchio”. La caratteristica che lo rende unico è la sua collocazione: si trova infatti su un promontorio a strapiombo sul mare, circondato da antiche mura di cinta. Venne presumibilmente costruito in epoca normanna, attorno all’XI secolo per poi essere ristrutturato nel 1247 da Federico II di Svevia, da cui prende il nome. Nato per difendere il paese, grazie alla sua posizione strategica, ha una pianta quadrata con gli angoli posti in corrispondenza dei punti cardinali ed ha 4 torri cilindriche. Alcuni ambienti ospitano la Galleria d’Arte Comunale, mentre sulla sua sommità è presente la stazione metereologica dell’Aeronautica militare. Ogni castello porta in dote almeno una leggenda, quella di Termoli ruota attorno alla figura del mazz’marill, un fantasmino dispettoso che durante la notte vagava per l’antico borgo, facendo dispetti ai suoi abitanti per poi ritirarsi nel castello.

 

Negli ultimi mesi il tormentone “Il Molise non esiste”, con tanto di hashtag, ha fatto il giro del web, regalando di fatto un’enorme visibilità alla nostra piccola, ma graziosa regione. Ora che conoscete anche i suoi leggendari castelli, avete bisogno di altri motivi per visitarla?




 

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La regione dai paesaggi incontaminati: le riserve del Molise

La regione dai paesaggi incontaminati: le riserve del Molise

Il Molise è una piccola regione, poco popolata e priva di infrastrutture complesse, ma rappresenta una vera e propria “cerniera verde” tra il Centro e il Sud Italia. Vanta aree e riserve naturali in cui la natura la fa da padrona, dando vita a suggestivi scenari, in cui sembra che il tempo si sia fermato in una dimensione totalmente estranea al caos cittadino e al cemento.

Oasi Lipu di Casacalenda

Tappa obbligata per gli amanti della fauna selvatica, è senz’altro l’Oasi Lipu di Casacalenda (a circa 40 km da Termoli). Oltre ad essere un’oasi protetta per la salvaguardia delle specie protette, ha anche un alto valore storico: ricopre, infatti, i due terzi del bosco Casale, che anticamente ospitò l’accampamento di Gerione di Annibale. Nel suggestivo bosco collinare è possibile percorrere sentieri corredati da pannelli didattici, che permettono ai visitatori di riconoscere le diverse specie di fiori (biancospino, rosa canina, giglio rosso, corniolo ginestra) che lo popolano. Un percorso immersivo nella natura che si snoda all’interno del bosco passando tra le pozze naturali degli anfibi e i siti di osservazione delle farfalle. Per vivere al meglio questo luogo magico, è consigliabile usufruire delle visite guidate, disponibili anche in lingua inglese e francese. Ogni anno l’Oasi Lipu organizza delle giornate a tema, dedicate ad eventi nazionali ed internazionali sulla protezione dell’ambiente e della natura.

Riserva naturale MAB

La riserva naturale di Collemelluccio-Montedimezzo è situata nel cuore dell’Appennino alto molisano, tra Vastogirardi e Pescolanciano (a 90 km dalla costa). 300 ettari di natura incontaminata, un territorio unico, fatto di boschi rigogliosi, specie vegetali di ogni tipo e pascoli. È la meta ideale per chi da una vacanza cerca la tranquillità, che solo un’esperienza immersiva nella natura sa donare. È una delle 8 Riserve della Biosfera italiane. Le MAB (Man and the Biosphere) sono una rete di località e di ecosistemi terrestri e costiero/marini riconosciuti a livello mondiale per il loro elevato valore naturalistico. I numerosi sentieri sono percorribili a piedi o in mountain bike. Grazie all’auto guida, a due elettro scooter e alla guida in Braille anche i diversamente abili possono godere di questa meraviglia naturalistica.


Oasi naturale di Guardiaregia

L’Oasi naturale di Guardiaregia-Campochiaro è un’area naturale protetta in provincia di Campobasso, a confine con il Parco regionale del Matese. Dista un’ora di auto dalla nostra città (90 km). Con la sua estensione di 3195 ettari, è una tra le più grandi e selvagge Oasi del WWF. Lasciano senza fiato gli spettacolari fenomeni carsici: il Canyon del torrente Quirino, la cascata di San Nicola, le grotte di Pozzo della Neve e Cul di Bove, che sono gli abissi più profondi d’Europa. Tra le attrattive è possibile ammirare i faggi secolari (il più vecchio ha oltre 500 anni) oltre a diverse specie di uccelli, come il picchio rosso maggiore, il merlo acquaiolo, la polissena (una delle più belle farfalle al mondo) e la salamandrina dagli occhiali (un anfibio endemico che vive solo in una determinata area degli Appennini). Le visite guidate si svolgono sull’anello del Sentiero San Nicola e regalano un’ora e mezza di emozioni indimenticabili. L’Oasi ospita frequentemente attività come campi da lavoro, campi verdi, settimane di studio e ricerche scientifiche.


Riserva naturale di Pesche

La riserva naturale di Pesche è un’area protetta situata in provincia di Isernia, a circa 95 km da noi. È la più giovane riserva naturale del Molise ed è uno dei rari casi in Italia in cui la riserva abbraccia terreni comunali e di privati cittadini, oltre alle proprietà di enti ecclesiastici. Secondo autorevoli studi, rappresenta l’anello di congiunzione tra la zona bioclimatica mediterranea e quella temperata. Ciò che si presenta agli occhi del turista è un panorama mozzafiato, che si estende dalla città di Isernia alla Valle del fiume Volturno, con i monti del Matese e delle Mainarde sullo sfondo. Proprio per questa sua caratteristica, si stanno ripristinando antiche mulattiere in quota, che consentiranno l’accesso in riserva anche agli escursionisti e agli amanti della mountain bike. Attraversando la riserva è facile imbattersi nei Toloj, piccole costruzioni in pietra, di forma circolare, utilizzate dai pastori per trovare rifugio dalle intemperie. Le acque sorgive della fonte Majuri sono popolate da un particolare anfibio, il tritone, ottimo indicatore di ambienti salubri.


Riserva naturale del torrente Callora

Questa riserva situata a Roccamandolfi (Is) è un vero tesoro da scoprire, situata sul versante nord del massiccio del Matese, ai piedi di Monte Miletto e a 99 km da Termoli. Quest’area prende il nome dal fiume Callora, che in inverno si alimenta dallo scioglimento delle nevi, per poi prosciugarsi in estate. Nella ricca vegetazione spiccano i bucaneve, i gigli rossi e le campanule. All’interno dell’area è presente un antico castello medievale, raggiungibile dal centro del paese. Da segnalare inoltre la presenza di un ponte tibetano, che si presta a passeggiate spettacolari con panorama da brividi.


Prato Gentile

Gli amanti della montagna e della neve non possono che innamorarsi di Prato Gentile e perdersi nei suoi paesaggi montani. La sua distesa pianeggiante è ideale per praticare lo sci di fondo, con piste apprezzate dagli intenditori per bellezza e qualità. La più conosciuta è la pista “Mario di Nucci”, omologata F.I.S.I. e sede di competizioni di prestigio. La pista si snoda attraverso faggi e abeti, regalando vedute eccezionali. Il comprensorio sciistico è adatto a qualunque tipo di sciatore, dal meno esperto al professionista. Per chi trascorre qualche giorno a Termoli, può valere la pena farci un salto: è a soli 102 km di distanza.

 

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I rituali del fuoco in Molise, tra sacro e profano

I rituali del fuoco in Molise, tra sacro e profano

Il fuoco, oltre ad essere stato un elemento indispensabile per lo sviluppo della civiltà, racchiude una moltitudine di significati: potenza, energia, libertà e meditazione. Significati che fluttuano tra il sacro e il profano, tra la storia delle religioni e le indagini antropologiche. Poiché la sua fiamma brucia, è anche simbolo di purificazione e rigenerazione, nonché di luce. Il Molise, con la sua cultura agro-pastorale, vanta diversi rituali e cerimonie che vedono come protagonista proprio il fuoco. Scopriamoli insieme.

Sant’Antonio tra le vie dei borghi molisani

Sant’Antonio Abate è il Santo del fuoco per antonomasia. In molti paesi del Molise, il 17 Gennaio, si festeggia il protettore del bestiame, degli animali domestici, del lavoro contadino, del fuoco e delle malattie della pelle (l’herpes zoster è conosciuto infatti come fuoco di Sant’Antonio). In molti centri molisani, nel rispetto della tradizione, per omaggiare il Santo vengono accesi fuochi e falò.

A Campobasso (a circa 70 km da Termoli), il fuoco viene appiccato nel piazzale antistante la chiesa dedicata al Santo. Sul sagrato, al mattino, il fuoco dà inizio alle celebrazioni, con la benedizione del parroco. La sera della festa, ci si dà appuntamento intorno al fuoco acceso in piazza, per cucinare fave bollite, salsicce e torcinelli.

A Colletorto (a 50 km da Termoli), i fuochi in onore di Sant’Antonio Abate richiamano ogni anno numerosi turisti provenienti anche da fuori regione. L’intero paese si mobilita: ai giovani spetta il compito di procurarsi la legna, gli anziani invece preparano i falò a mo’ di carbonaia, per facilitare l’accensione del fuoco. Ogni quartiere, dalla Terra al Colle, è avvolto da fiamme e scintille che ne cambiano le sembianze. Tra le donne anziane, persiste ancora l’usanza di riportarsi a casa i tizzi del fuoco sacro che, secondo le antiche tradizioni popolari, allontanano i malefici. I giovani invece, per esorcizzare i pericoli del fuoco, attraversano le braci ardenti, dando vita a salti strambi e originali. L’appuntamento con i falò è accompagnato da vino, canti e balli che vanno avanti fino a notte fonda.

Ad Acquevive di Frosolone (85 km da Termoli), una contrada di circa ottanta famiglie, i festeggiamenti iniziano dal pomeriggio del 16 gennaio. Bambini e ragazzi di tutte le età intonano, casa per casa, il canto dedicato al santo. La sera, i canti dei ragazzi cedono il posto a gruppi di musicisti e cantori che, armati di organetti, fisarmoniche, chitarre e tamburelli, augurano salute e benessere. La sera si accende un grande fuoco per omaggiare le compagnie di cantori provenienti dai paesi limitrofi. Il fuoco viene fatto ardere per tutta la giornata del 17, con gruppi di amici e parenti che si intrattengono tra canti, balli e grigliate di carne.

Anche a Pescopennataro (a circa 100 km da Termoli), i festeggiamenti in onore di Sant’Antonio vedono come grande protagonista il fuoco. La festa coinvolge tutti, grandi e piccini e la brace del fuoco diventa un momento conviviale in cui degustare carne e piatti tipici locali. Anche qui i festeggiamenti gastronomici sono preceduti dalla cerimonia religiosa nella chiesa Madonna delle Grazie in cui è conservata la statua di Sant’Antonio.

La ‘Ndocciata di Agnone è patrimonio d’Italia

La più grande festa del fuoco in Molise si celebra ad Agnone (a 90 km da Termoli). Ma i festeggiamenti non sono in onore di Sant’Antonio. Si tratta infatti di una tradizione ultramillenaria, di origine pagana, legata al solstizio d’inverno

La ‘Ndocciata è un rito dedicato al Sole ed è diventato nel tempo un tributo al Dio che nasce. Le ‘ndocce sono delle grandi torce realizzate con legno di abete e fasci di ginestra. La sera del 24 Dicembre, centinaia di portatori illuminano Agnone con uno spettacolare fiume di fuoco, riproducendo scene di vita contadina. 

Avvolti in grandi mantelli neri si esibiscono sotto gli occhi entusiasti degli spettatori, che affollano le vie del paese. Anticamente, queste enormi fiaccole servivano per illuminare il cammino dei contadini, che dalle campagne si spostavano verso il paese per assistere alla messa di Natale. Da allora, l’usanza si ripete ogni anno nel rispetto della tradizione e rappresenta un simbolo per Agnone, oltre ad essere un appuntamento imperdibile per migliaia di turisti provenienti da ogni parte del mondo. Uno spettacolo da vedere almeno una volta nella vita e per cui le parole non sono sufficienti a descriverne la magnificenza. Il fuoco come simbolo di fertilità, forza creatrice e preghiera dell’uomo verso l’ignoto, raggiunto dalle fiamme di queste enormi fiaccole. 

La ‘Ndocciata è un rito che si ripete da millenni e per questo è stata riconosciuta come “Patrimonio d’Italia per la tradizione”. Una tradizione talmente forte e sentita da richiamare ogni anno migliaia di agnonesi sparsi per l’Italia e per il mondo, orgogliosi di partecipare ad uno dei più grandi spettacoli di fuoco in Europa.

Quelle che vi abbiamo proposto sono solo alcune delle feste invernali che attirano migliaia di turisti in Molise ogni anno. La selezione tiene conto solo delle località raggiungibili in non più di un’ora di auto da Termoli, e dunque dal nostro hotel. Sono anche le mete che hanno maggiormente affascinato i nostri ospiti invernali. Ma siamo convinti che il Molise abbia così tanto da offrire, da riempire un’enciclopedia. Non vi resta che venire a scoprire “la regione che non c’è”!

 

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Incendio del Castello di Termoli, l’evento più atteso di agosto

Incendio del Castello di Termoli, l’evento più atteso di agosto

Il ferragosto termolese rievoca lo sbarco dei turchi e l’assalto ai danni del borgo antico ad opera di Pialì Pascià. Il 2 Agosto del 1566 i turchi sbarcarono a Termoli con 200 galee, assediarono la città antica, mettendola a ferro e fuoco. Gran parte della popolazione venne resa prigioniera, i più fortunati riuscirono a scappare rifugiandosi nelle campagne di Guglionesi e Serracapriola.

Incendio del Castello di Termoli - Mistral

 

Questo assalto avvenne per motivi strategici: l’obiettivo degli Ottomani erano le Isole Tremiti ma, per riuscire a conquistarle, era fondamentale sottomettere anche Termoli, così da impedire al Regno di Napoli di inviare aiuti e rinforzi sulle isole. Non riuscirono mai a conquistare le Isole, ma quell’offensiva portò morte, distruzione e schiavitù. Riuscirono a penetrare facilmente nella nostra città perché le mura di cinta del Castello erano state precedentemente danneggiate dai terremoti, rendendole facilmente penetrabili.


Ogni anno quindi, il 15 Agosto, viene rievocata la battaglia tra Turchi e Cristiani.

Termoli rivive questo drammatico pezzo di storia attraverso rappresentazioni ed eventi suggestivi, tra i quali il più apprezzato dal pubblico è sicuramente l’incendio del Castello. Uno spettacolo pirotecnico tra i più belli in Italia, che illumina ed infiamma il cielo di Termoli ed attira ogni anno migliaia di visitatori. I fuochi d’artificio sono preceduti, nel pomeriggio, da una particolare sfilata in maschera per le vie del centro. I giovani del posto, travestiti chi da Saraceni e chi da pescatori del XVI secolo, rievocano l’assalto al Castello e i combattimenti che ne seguirono.




Per tutta la sera, l’intero lungomare Nord (dove sorge il nostro hotel) è in festa, tra bancarelle, spettacoli musicali e street food: una serata da non perdere in cui storia, tradizioni e divertimento si intrecciano per dar vita ad un evento suggestivo ed estremamente emozionante. Ai nostri ospiti che vogliano godere dello spettacolo dalla spiaggia, consigliamo di prendere posto con largo anticipo, perché l’arenile viene letteralmente preso d’assalto.

 

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Plastic Free, l’iniziativa a tutela del mare anche in Molise

Plastic Free, l’iniziativa a tutela del mare anche in Molise

La plastica ha un impatto devastante sulla vita dei mari e delle specie che lo popolano. Secondo l’ultimo report del WWF “ Fermiamo l’inquinamento da Plastica: come i Paesi del Mediterraneo possono salvare il proprio mare ”, l’inquinamento da plastica ha raggiunto livelli allarmanti, tanto da poter parlare di una vera e propria crisi globale.

Plastica, i rischi per l’ecosistema marino

Plastic Free TermoliOgni anno finiscono nei nostri mari e oceani circa 8 milioni di tonnellate di plastica, che minano inesorabilmente la salute e la vita dell’ecosistema marino. Quello che si consuma nei mari, può essere considerato a tutti gli effetti uno sterminio: basti pensare che il 90% dei pesci che peschiamo presentano residui di plastica nelle viscere. Oltre 270 specie marine sono considerate a rischio, perché particolarmente soggette a restare intrappolate in rifiuti plastici, come le ormai famigerate reti da pesca abbandonate. Tra gli animali più colpiti figurano le tartarughe, che scambiano i sacchetti di plastica per meduse e ingoiandole vanno incontro a morte certa. 

Si stima che se non si interverrà seriamente su questo annoso problema, nel 2050 il 99% dei pesci avrà plastica al suo interno. E, risalendo la catena alimentare, lo stesso si potrà dire degli uomini.  


Un mondo senza plastica è possibile?

Plastic Free TermoliNell’era del consumo di massa, dove tutto deve essere consumato qui ed ora, pensare ad un mondo senza plastica può sembrare impossibile. Ovunque si posi, il nostro sguardo s’imbatte sempre in oggetti prodotti con questo materiale. Negli anni ‘50, quelli del boom economico, la plastica sembrava rappresentare il futuro: economica e resistente, s’intravedeva da subito la miriade di utilizzi che potevano farsene. È stata così prodotta su larga scala e da allora le multinazionali continuano a produrre e a vendere plastica usa e getta, nonostante il 90% di quella già esistente non sia mai stata riciclata. 

Il problema dell’invasione della plastica è molto complesso, in primis perché si tratta di un materiale non biodegradabile e poi perché le pratiche di riciclo fanno acqua da tutti i pori. È chiaro che sarà determinante un impegno nell’educare la popolazione mondiale ad un cambio radicale nelle abitudini di acquisto (ad esempio riducendo il più possibile l’acquisto di beni usa e getta). Come sarà importante fare dei passi in avanti per quanto riguarda la raccolta differenziata e le tecniche di riciclo. Qualche passo è stato fatto e la ricerca sta iniziando a sperimentare molecole “mangia plastica”, così come dispositivi elettronici in grado di spazzare i nostri fondali.   


Spiagge plastic free, dall’Europa indicazioni chiare

Plastic Free TermoliUn’iniziativa che va nella direzione giusta è sicuramente quella fortemente voluta dall’Unione Europea. Mentre intere aree del Pianeta ad alto tasso di inurbamento, come Cina e India, sembrano ancora disinteressate a questa minaccia per l’ecosistema, ancora una volta l’Europa dà il buon esempio. Sono importanti gli obiettivi fissati dalle ultime direttive europee in materia di economia circolare in generale e di riduzione della plastica in particolare, ma ciascuno Stato e ciascuna Regione dovranno fare la loro parte. In Molise è stato finalmente bandito l’utilizzo di plastica monouso nelle spiagge: niente più piatti, bicchieri, posate, cannucce in plastica su tutta la costa.

Lido Mistral TermoliIl Lido Mistral è orgoglioso dell’iniziativa e si è fatto trovare pronto, perché eravamo già decisi a portare avanti quest’opera di sensibilizzazione, a prescindere dalle disposizioni normative. D’ora in avanti, sorseggiare un cocktail in riva al mare non arrecherà più alcun danno ai nostri pesci, ai nostri fondali, ai nostri figli. Diamo tutti una mano: salviamo il nostro mare!


 

 

Cicloturismo in Molise

Cicloturismo in Molise

Boschi, sentieri sul mare e borghi medioevali, avventura sulle due ruote

In Basso Molise cicloturismo vuol dire qualità dello sport e piacere della vacanza. Verdi pianure, dolci colline, campi coltivati, corsi d’acqua, paesaggi di rara bellezza, suggestivi borghi medioevali, castelli e fortificazioni, faranno da sfondo ai vostri itinerari. 

Con la sua estrema varietà di ambienti e paesaggi, il Basso Molise si propone non solo agli appassionati di cicloturismo ma anche agli amanti dell’off road che in sella alla mountain bike potranno spaziare su percorsi sterrati, ripide salite e discese mozzafiato. Sarà l'occasione per immergersi nella natura e nel passato seguendo le rotte della transumanza e ripercorrendo gli antichi “tratturi”. La piccola regione offre diversi itinerari sulle due ruote che vi condurranno attraverso la cultura e le tradizioni molisane offrendovi l'opportunità di assaporare i sapori tipici della gastronomia locale.

L’hotel Mistral ha pensato a servizi su misura per gli amanti delle due ruote:

  • Guide ciclistiche a richiesta
  • Deposito custodito per la vostra bici
  • Servizio di lavanderia per l’abbigliamento tecnico
  • Packet lunch al mattino
  • Massaggi defaticanti a richiesta

Scoprite il Basso Molise su due ruote

Itinerario I. Da Termoli a Vasto Marina, respirando l’odore dei pini e degli eucalipti

Partendo da Termoli e si proseguendo in direzione nord si aprirà dinnanzi a voi una affascinante scenario della costa adriatica. Percorrete il lungomare nord, adiacente alla spiaggia di Sant’Antonio, dopo 12,5 chilometri arrivate al bivio per Petacciato Marina. Alla vostra destra i colori e i profumi della pineta che affianca la Statale 16 vi terranno compagnia fino al vostro arrivo alla Marina di Montenero. Qui potrete fare una sosta all’altezza del porto turistico per poi rimettervi in sella e pedalare fino a Vasto Marina, vitale centro turistico ricco di attrattive e divertimenti. Il percorso fin qui è semplice ed interamente pianeggiante copre un totale di circa 30 chilometri ed è l’ideale per chi ama concedersi una dolce passeggiata in bicicletta. Se affrontare la strada del ritorno vi sembrerà troppo faticoso troverete a 5 chilometri da Vasto Marina, sulla Statale 16, la stazione di Vasto-San Salvo dove un treno regionale vi ricondurrà insieme alla vostra bicicletta a Termoli. Informatevi sugli orari dei treni prima di partire.

Itinerario II. Da Termoli a Petacciato, percorrendo la valle del Sinarca

È un’escursione dalle sensazioni indimenticabili quella che vi porterà da Termoli a Petacciato attraversando la valle del Sinarca. Il giro piuttosto semplice copre un percorso di circa 30 chilometri ed è costituito prevalentemente da tratti pianeggianti. Partendo da Termoli percorrete il lungomare nord e proseguite fino alla Torretta Saracena all’altezza del torrente Sinarca. Alla rotonda girate a sinistra e pedalate ancora per 800 metri, all’ incrocio prendete l’indicazione per Guglionesi e Montecilfone. Il percorso si srotola nella fondovalle dove potrete ammirare le pianure e i campi coltivati a grano e girasole. Giunti all’altezza del bivio per San Giacomo degli Schiavoni-Petacciato svoltate a destra per Petacciato, SP112. A questo punto parte una dolce salita che vi terrà impegnati per circa 5 chilometri. Giunti alla rotonda seguite l’indicazione per Petacciato Marina e da lì proseguite verso il mare, l’incantevole scenario dell’Adriatico visto dall’alto con i suoi colori sgargianti vi ripagherà della fatica spesa per giungere fin qui. Proseguite fino a Petacciato Marina la dolce discesa verso la statale 16 sarà una piacevole scoperta di paesaggi e panorami che vi sorprenderanno ad ogni curva. Giunti al semaforo svoltate a destra direzione Foggia, percorrendo il tratto dell’Adriatica che vi riporterà a Termoli sarete accompagnati costantemente dalla vista e dal profumo del mare.

Itinerario III. Il giro dei paesi di origine “arbereshe”

Partite alla scoperta degli antichi borghi di origine “arbereshe”. Poco distante dalla costa esiste una costellazione di paesini fondati dalle popolazioni albanesi intorno al 1500. Gli albanesi di quel tempo erano in fuga dalla loro patria in seguito alla pressione e alle invasioni dell’impero Ottomano. Per raggiungere i paesi dell’interno potrete scegliere un itinerario breve di 80 chilometri con un dislivello di 650 metri, oppure un itinerario più lungo, che copre un totale di 120 chilometri e che prevede un dislivello di 1200 metri.

Il percorso breve di 80 chilometri con un dislivello di 650 metri

Partendo da Termoli in direzione sud raggiungerete subito Campomarino e subito dopo Portocannone. Proseguirete la strada fino a San Martino in Pensilis e Ururi, quando vi troverete all’altezza del bivio per Larino e Termoli proseguite per Larino ed arrivati in paese avrete percorso circa metà del vostro tour, cioè circa 39 chilometri. Da qui raggiungete il bivio Campobasso-Termoli sulla strada statale Bifernina, prendete a destra e proseguite fino al bivio per Montecilfone-Guglionesi dove prenderete la direzione per Guglionesi. Da lì sarà semplice percorrere una piacevole discesa e raggiungere il paese di San Giacomo degli Schiavoni, 183 metri sul livello del mare, da lì pedalare fino a Termoli vi sembrerà una passeggiata.

Percorso lungo di 120 chilometri con un dislivello di 1200 metri

Il percorso più lungo richiede più impegno ed allenamento. Le tappe iniziali dell’itinerario sono fondamentalmente le stesse del giro più breve: da Termoli si va a Campomarino, poi Portocannone, San Martino in Pensilis, Ururi, bivio per Larino-Termoli e si arriva a Larino. Il percorso lungo ripercorre le indicazioni di quello breve fino alla Bifernina, tocca il bivio Campobasso-Termoli e il bivio Montecilfone-Guglionesi. A questo punto però, l’itinerario lungo devia verso Montecilfone, passa per Palata e arriva a Tavenna, che ne rappresenta il punto più alto con i suoi 475 metri sul livello del mare. Lasciandosi alle spalle Tavenna si scende poi verso Montenero di Bisaccia, 270 metri sul livello del mare e si arriva al bivio San Salvo- Petacciato, si prosegue ancora per Petacciato scalo, si risale per Petacciato, si prosegue fino alla rotonda del Sinarca e si rientra così a Termoli.



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